Elettrosmog: conoscerlo e difendersi

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Il problema dell'elettrosmog e dei pericoli connessi all'esposizione prolungata a questo tipo di inquinamento torna periodicamente alla ribalta, fortunatamente, perché non bisogna dimenticarne mai l'importanza.
Come sappiamo, e come spiega in modo esauriente l'Ispra, le maggiori fonti ambientali di elettrosmog sono le antenne TV, i ripetitori telefonici e le linee elettriche. A queste aggiungiamo i macchinari industriali, le strumentazioni da lavoro, e le fonti domestiche come il wifi e gli apparecchi elettrici. Senza dimenticare che l'Italia è uno dei paesi col più alto numero di telefoni cellulari per abitante.

Quanto dobbiamo preoccuparci per l'elettrosmog?
Innanzitutto va chiarito che, per gli ambienti di lavoro, il limite di esposizione all'elettrosmog è stabilito per legge. I livelli di esposizione massima all'inquinamento elettromagnetico sono stabiliti anche al di fuori delle strutture lavorative, così come le distanze di sicurezza da tralicci e antenne. L'intensità delle onde elettromagnetiche, inoltre, diminuisce rapidamente man mano che ci si allontana dalla fonte: se la distanza raddoppia le onde diminuiscono del quadruplo, se triplica diminuiscono di nove volte, e così via. Proprio per questo gli ambienti che vanno tutelati sono quelli in cui si staziona per molte ore, senza potersi allontanare dalle eventuali fonti.

Misurare l'elettrosmog per difendersi
Se la misura dell'inquinamento elettromagnetico sul lavoro è un obbligo per i proprietari delle aziende, anche i proprietari di immobili o i locatari, in caso di dubbi riguardo la vicinanza di un'antenna o simili, possono far eseguire misure di fondo elettromagnetico per assicurarsi che i livelli di inquinamento rientrino nei limiti. In caso contrario, bisogna rivolgersi alle autorità competenti come l'Arpa e la ASL di zona. Al di là dell'intervento di queste autorità, esistono inoltre materiali adatti a schermare, che nei casi più gravi possono essere utilizzati per difendere gli edifici dalle emissioni elettromagnetiche.

Ma come contenere l'elettrosmog dentro casa?
Quando si sta in casa si dovrebbero evitare le distanze ravvicinate dagli apparecchi elettrici che si utilizzano per lungo tempo; per quanto riguarda internet, sarebbe utile spegnere il wifi quando non lo si utilizza. Una cernita degli apparecchi elettrici, per eliminare quelli senza marchio CE, è sempre consigliata.

Telefono cellulare ed elettrosmog
La fonte di onde elettromagnetiche cui ci sottoponiamo più spesso e più a lungo, inutile negarlo, è il telefono cellulare. Come consigliano i produttori, i manuali di istruzioni e tutti gli esperti, andrebbe usato con l'auricolare e tenuto a distanza. Non è un'abitudine diffusissima ma resta una scelta di buonsenso, a prescindere dal dibattito "demonizzatori del cellulare contro difensori a tutti i costi".

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