Certificazione energetica: l'Europa boccia l'Italia

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La Commissione Europea ha deferito il nostro paese alla Corte di giustizia per non essersi conformato totalmente agli obblighi indicati nella direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia in cui veniva sancito l'obbligo di certificazione energetica in fase di costruzione, vendita o affitto di un immobile, senza alcun tipo di deroga. L'Italia, però, con la disomogeneità delle normative locali e con l'introduzione della possibilità di autocertificare gli edifici assegnandoli alla classe G, non è riuscita a garantire rispetto e messa in pratica delle indicazioni europee in modo uniforme su tutto il territorio.

Una direttiva non rispettata
L'importanza dell'attestato di certificazione energetica e delle sua compilazione da parte di tecnici esperti viene ribadita nel comunicato dell'unione europea:
> "(L'attestato di certificazione energetica è) un elemento essenziale in quanto permette di avere un quadro chiaro della qualità dell’edificio sotto il profilo del risparmio energetico e dei relativi costi, tali attestati e le relative ispezioni devono essere rispettivamente compilati ed eseguite da esperti qualificati e/o accreditati."
Il comunicato aggiunge ancora:
> "Attualmente, la direttiva italiana non prevede questo requisito per tutti gli edifici e comprende deroghe all’obbligo di certificazione da parte di un esperto che non sono previste nella direttiva."
Ma c'è di più: nella stessa direttiva è previsto anche l'obbligo di ispezionare periodicamente i sistemi di aria condizionata degli edifici, in modo che si possano sempre tenere sotto controllo consumi ed emissioni; su questo fronte l'Italia non ha ancora notificato misure attuative.

Un obbligo che è anche un'opportunità
Gli immobili sono responsabili del 40% dei consumi energetici e del 36% delle emissioni di CO2 in Europa: l'urgenza di queste disposizioni non ha bisogno di essere ribadita. L'attestato di certificazione energetica non è soltanto un pezzo di carta o un inutile aumento delle procedure burocratiche, è il primo passo in direzione del risparmio: economico, energetico, ecologico. L'ACE, infatti, non solo riposiziona l'immobile sul mercato, ridefinendo il suo valore in base ai consumi, ma soprattutto indica quali sono gli interventi effettuabili per risparmiare energia, riducendo così gli sprechi e le emissioni di CO2. Ed è proprio in un momento storico, sociale ed economico come questo che tali problematiche dovrebbero assumere un'importanza cruciale, visto che possono portare miglioramenti alla vita delle famiglie, riducendo le spese per gas ed elettricità, così come all'economia, dando nuova linfa a molti settori.

Analisi del consumo energetico e individuazione degli interventi per ridurre sprechi ed emissioni fanno parte del know how di Energetiche, che offre ai suoi clienti e partner un'ampia gamma di servizi dedicata al miglioramento delle performance energetiche degli edifici, dall'attestato di certificazione energetica fino alle diagnosi energetiche più avanzate, passando per tutti i tipi di analisi termografica, che può immediatamente individuare le perdite o le infiltrazioni di acqua o di aria.

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